Allevamento di Cavallucci Marini (Syngnanthiformes )
di Domenico de VirgilioClasse : Osteichtyes
Ordine : Syngnathiformes
Famiglia : Syngnanthidae
Specie:
Hippocampus kuda
Hippocampus guttulatus
Hippocampus brevirostris
Hippocampus mohnikei
Hippocampus coronatus ed altri


I pesci appartenenti a questa famiglia, come cavallucci marini e pesci ago, sono molto adatti per gli acquari, ove costituiscono un motivo di studio per il loro comportamento insolito e bizzarro.
L’ordine dei Syngnathiformes raggruppa sei famiglie di pesci dalle caratteristiche molto interessanti.
Alla famiglia Syngnathiformes appartengono cavallucci marini e pesci ago ed entrambi possono essere allevati in acquari domestici. Presentano un corpo molto allungato ricoperto da placche ossee. La testa dei cavallucci marini è tubolare e termina con una piccola bocca priva di denti.
Sono nuotatori che prediligono acque tranquille con i fondali ricoperti a praterie di Posidonia.
Il cavalluccio marino è uno strano animale, somigliante ad un cavaliere del gioco degli scacchi ma questa certamente non è l’unica peculiarità.
Può arrotolare la sua coda ad un’erba marina o qualsiasi oggetto simile, così come una scimmia sudamericana avvolge la sua coda attorno ad un tronco. Ciascuno dei suoi occhi può essere mosso rapidamente e indipendentemente dall’altro. Il cavalluccio mangia qualsiasi animale di dimensioni ridotte per essere introdotto nella sua bocca, se ad una distanza di 3-4 cm la preda è prima avvistata e poi addentata e risucchiata. Al genere Hippocampus appartengono circa 20 specie di cavallucci marini la metà delle quali vive nella regione indo-australiana, le altre vivono al largo della costa europea dell’Atlantico, con due specie lungo la costa americana del Pacifico.
Il nuoto dei cavallucci marini è molto particolare, infatti, si spostano con la testa usata come timone di direzione, tenendola ruotata nella direzione che il pesce vuole prendere e la coda prensile che si avvinghia alle ramificazioni coralline. La riproduzione dei cavallucci marini è singolare, infatti, è la femmina che depone le uova nella borsa incubatrice del maschio. Dopo che ogni serie di uova è stata deposta nella sua tasca, il cavalluccio è preda di violenti spasmi muscolari per fare posto ad altre uova. All’interno di questa borsa le uova sono fecondate dal maschio che le conserva fino allo sviluppo. Quando i piccoli sono schiusi e si preparano a lasciare la tasca, l’apertura di questa si allarga. Il maschio quindi si piega e si stira alternativamente in contrazioni fino a quando un cavalluccio non è espulso dalla tasca. Dopo ciascuna nascita, il maschio si riposa e, quando tutti i piccoli sono nati, egli manifesta i sintomi di una spossatezza estrema. Il periodo di schiusa delle uova dipende dalla temperatura dell’acqua ma di solito si schiudono non prima di 20 giorni. In cattività gli avannotti possono essere nutriti con naupli d’artemia appena schiusi.
E’ stato compiuto uno studio sull’allevamento di avannotti di cavalluccio di tre specie (H. fuscus, H. barbouri, e H. kuda) sono stati somministrati dei naupli d’artemia appena schiusi fino al settimo giorno subito dopo dei copepodi ed infine per cinque settimane dei mysis congelati sono stati aggiunti alla loro dieta quotidiana.
La limpidezza dell’acqua e la stabilità dei parametri chimico-fisici hanno favorito sia la riuscita dell’esperimento in esame che la prevenzione di inutili decessi ,comunque solo gli avannotti di H. kuda sono stati i più resistenti ma più lenti nella crescita, a differenza dei H. fuscus che invece hanno avuto una crescita rapidissima, e gli H. barbouri che hanno dimostrato di avere una crescita intermedia tra le prime due specie.
Ritornando all’allevamento in acquario dobbiamo ricordare che il nostro beniamino raggiunge una lunghezza di circa 20 cm, e deve essere allevato con pesci d’indole tranquilla o meglio ancora con invertebrati purché non siano presenti Cerianthus o Anemoni.La colorazione è variabile e assume soltanto in condizioni di ottimo una livrea giallo brillante mentre quando e stressato diventa nera.
Essendo un animale delicato è meglio consigliarlo verso chi ha già da un paio di anni un acquario marino poiché il neofita potrebbe incautamente “stressarlo” dal punto di vista fisico-chimico dell’acqua.
Quando si entra in possesso di un cavalluccio, a mio avviso è bene acclimatarlo attraverso il metodo goccia-goccia per farlo meglio adattare ai nuovi valori dell’acqua. Una volta acclimatato e possono passare diversi giorni accetterà naupli d’artemia appena schiusi con notevole avidità. In ogni caso un fattore importante per riuscire ad allevare questo pesce è di introdurlo in un acquario già funzionante da parecchi mesi. In questo modo il soggetto troverà un nutrimento vario e naturale nel substrato e tra le alghe.
Per concludere il consiglio che dò è di acquistare almeno un paio d’esemplari se si vuole osservare il comportamento affascinante.
Si dice, e con questo termino, che i cavallucci marini hanno la testa di un cavallo, la coda di una scimmia, la tasca di un canguro, lo scheletro esterno duro come un insetto e muovono gli occhi come un camaleonte.
Biografia
Hans A. Baensch (1980) - Nuova guida per l’acquario marino, Editoriale Tetra
Dick Mills (1993) – Eyewitness of Aquarium Fish, Editoriale Dorling Kindersley Limited London Tropical Marine Centre, Solesbridge Lane, Chorleywood, Rickmansworth, Herts, WD3 5SX, UK
Amanda C.J. Vincent
Department of Biology, McGill University, 1205 Ave. Dr. Penfield, Montreal, Québec H3A 1B1, Canada
