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Aspetti fisici e chimici nel controllo dei microrganismi

Archiviato in: Uncategorized — admin 21 Gennaio, 2008 @ 23:56
di Michele Ranieri
 
I microrganismi rappresentano una costante minaccia per la salute degli esseri viventi e tanto più per i nostri animali da terrario costretti a vivere in un "microambiente", nel quale siamo noi, a creare le condizioni ideali di prioritaria importanza per la vita stessa dei nostri amati animali, ma anche le condizioni ideali per lo sviluppo di microrganismi patogeni e non, favoriti dall’alta temperatura e umidità ambientale. Fortunatamente è possibile, utilizzando metodi fisici e chimici ridurre il numero ma anche eliminare completamente i germi presenti nel loro ambiente. Ricordiamo che gli agenti antimicrobici possono essere di tipo MICROBICIDA e cioè causare la morte del microrganismo o di tipo MICROBISTATICO con un effetto di arresto della crescita e della moltiplicazione dello stesso senza però provocare la morte. Si intende per STERILIZZAZIONE la completa eliminazione di tutte le forme di vita (spore, virus e ovviamente forme vegetative): un oggetto o un ambiente non è sterile se contiene anche una sola cellula microbica vivente, quindi è perciò un termine assoluto. Per DISINFEZIONE si intende la distruzione mirata della maggior parte degli agenti patogeni, il suo scopo è quello di ridurre al minimo il rischio di infezione o di contaminazione di un prodotto o ambiente. L’ANTISEPSI è invece l’inibizione o distruzione dei microrganismi presenti nei tessuti viventi: la pratichiamo quotidianamente per l’igiene personale. Infine va ricordata la CHEMIOTERAPIA ossia quel trattamento delle malattie infettive mediante l’utilizzo di antibiotici i quali a concentrazioni molto ridotte, dell’ordine del g/ml, inibiscono o uccidono i germi presenti nell’organismo malato.


METODI FISICI

Tra i metodi fisici che possiamo utilizzare per il nostro terrario annoveriamo la sterilizzazione diretta mediante fiamma. Questo è un metodo molto rapido ma limitato solo a pochi oggetti presenti nel terrario quali tronchi di legno, griglie metalliche (di protezione degli spot), cortecce e roccia. Molto utile all’occorrenza si presta anche il comune forno da cucina con il quale possiamo sterilizzare in modo migliore più facilmente gli stessi oggetti ma soprattutto i vari substrati quali sabbia, pietrisco ecc. utilizzati sovente da molti appassionati per creare un’ambiente che più si avvicini a quello naturale. Il materiale in questione verrà sottoposto a temperature di 160-180°C per venti minuti (prolungando il trattamento per due ore si assicura la distruzione completa anche delle spore batteriche). Ovviamente materiali di plastica quali vaschette per l’acqua, piante finte o ancora tappetini sintetici, non possono essere sterilizzati con questo sistema in quanto verrebbero distrutti dalle citate temperatureper cui utile è il metodo del calore umido (direi che è il sistema più idoneo in quanto il vapore ha un elevato potere penetrante).
Il vapore infatti, uccide efficacemente le cellule coagulando o denaturando le proteine di membrana e quelle enzimatiche cosa che non avviene con il calore a secco la cui azione sterilizzante non è ancora ben spiegabile. Personalmente utilizzo questo sistema di sterilizzazione mediante la classica vaporetta soprattutto per il terrario agendo in modo particolare a livello della spigolatura e degli angoli ove si formano delle vere e proprie nicchie di batteri. Con l’ebollizionesi garantisce l’eliminazione di tutte le cellule in 10 minuti ma non delle spore, esempio noto del botulismo le quali sopravvivono anche per un tempo di cinque ore di ebollizione, per questa ragione questa procedura è da considerarsi più un metodo di disinfestazione che non di sterilizzazione cosa non vera se utilizziamo una pentola a pressione in quanto l’aumento della temperatura oltre i 100°C è ottenuta con l’aumento della pressione interna del vapore, quindi la pressione è il mezzo con cui siamo in grado di utilizzare il calore umido a temperature superiori a 100°C. Sempre trai metodi fisici va ricordato l’utilizzo delle radiazioni ultraviolette (lunghezza d’onda compresa tra i 100 e 400 nm quindi compresa nello spettro non percepibile all’occhio umano) che hanno un effetto germicida dovuto alla formazione di legami chimici aberranti tra basi nucleotidiche (Timina) adiacenti, formando così dimeri di timina che distorcono i filamenti di DNA alterando la corretta replicazione e trascrizione dell’informazione genetica. I raggi UV come è noto sono prodotti da speciali lampade che sono necessarie per i sauri e hanno un’azione germicida nei confronti dell’aria ambientale. Va detto che questi raggi non sono in grado di attraversare il vetro e la plastica, inoltre l’efficacia diminuisce con l’aumentare della distanza della sorgente delle radiazioni. Poiché molte spore resistono all’azione degli UV, questo metodo è da considerarsi tra i metodi disinfettanti.
N.B. è opportuno ricordare che la luce UV può seriamente danneggiare la retina degli occhi per cui mai si dovrà guardare direttamente il bulbo delle lampade, inoltre la prolungata esposizione di superficie nuda del corpo può contribuire alla comparsa di tumori cutanei.


AGENTI CHIMICI

Possiamo utilizzare gli Alogeni tra cui il cloro presente nell’Amuchina per disinfettare l’acqua e gli alimenti freschi dei nostri rettili. Il clorossidante elettrolitico (cioè l’amuchina) agisce con metodi ossidanti: con dosi di una goccia di prodotto per ogni litro di soluzione acquosa per disinfettare l’acqua mentre 15 ml di prodotto per litro d’acqua per il lavaggio antisettico di frutta e verdura. L’alcool è un efficace antisettico della cute idoneoper la pulizia quotidiana soprattutto a carico di vetri nel terrario ma anche delle vaschette, delle piante, caverne o altri oggetti in plastica. Agisce sui batteri e virus ma non è efficace contro le spore in quanto denatura le proteine e lo strato lipidico della membrana cellulare o dell’envelope virale (le spore hanno una complessa struttura di protezione, in grado di vivere al lungo, a titolo di curiosità ricordiamo le spore ritrovate nei visceri delle mummie ossia risalenti a 5000 anni fa).
Sugli stessi materiali possiamo utilizzare altri ossidanti quali l’acqua ossigenata (H2O2) seppur costosa. Per ultimo citiamo l’utilizzo dei tensioattivi così chiamati per abbassare la tensione superficiale alterando la normale interazione della superficie cellulare con l’ambiente acquoso. I tensioattivi sono i saponi e i detergenti la cui azione favorisce l’asportazione fisica dei germi; alcuni di essi uccidono i batteri danneggiandone la membrana cellulare, quindi possono essere ritenuti disinfettanti.

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