Considerazioni sul Reptilia Day
di Alessandro Vlora
L’11 e 12 novembre al FilaForum di Assago (Milano) si è tenuta la prima mostra-scambio di animali e attrezzature per terrario denominata Reptilia Day. Tale manifestazione si è avvalsa della collaborazione di alcune Associazioni culturali che si occupano specificatamente di terraristica e non: AAE (Associazione Animali Esotici), AIPC (Associazione Italiana Piante Carnivore), APAE (Associazione Padovana Acquariologica Erpetologica), CAEB onlus (Club Acquariologico Erpetologico Barese), CARES (Centro Recupero Animali Esotici) e ICN (Italian Chamaleon Network).
Iniziata un po’ in sordina nella giornata di sabato, forse anche per le avverse condizioni metereologiche, ha ottenuto enorme successo di pubblico nella giornata di domenica, con la vivace e curiosa partecipazione di circa 5000 visitatori. Fra gli obiettivi primari dell’iniziativa quello di fornire agli appassionati di tutta Italia un momento di incontro e confronto, nonché un approfondimento didattico-culturale grazie all’organizzazione di 16 seminari scientifico-divulgativi ai quali hanno partecipato alcuni tra i maggiori esperti del settore. Entrambi questi obiettivi ritengo siano stati raggiunti e abbiano trovato un concreto riscontro nel consenso dei partecipanti.
Occorre rivolgere un plauso agli organizzatori, soprattutto in considerazione dell’approccio di tipo culturale fornito ad una "convention" di appassionati terrariofili. Per la prima volta, inoltre, si è potuto ascoltare un Funzionario CITES esporre le proprie argomentazioni nella "tana dei serpenti" a testimonianza di come la collaborazione possa contribuire ad affrontare il problema della conservazione, tanto caro ai veri appassionati ed allevatori privati. Purtroppo tra gli espositori erano presenti i soliti "furbi" pronti a vendere (anche a caro prezzo) animali non in perfetto stato di salute o senza le dovute certificazioni. La limitata partecipazione degli allevatori privati è stata, forse, la nota dolente della manifestazione. La più nota mostra di Hamm, che si tiene in Germania a settembre e a marzo, è un esempio da seguire, sebbene sia soltanto una iniziativa commerciale e non certo culturale.
L’aspetto più coinvolgente della due giorni di Assago va comunque ricercato nei rapporti umani che tali iniziative riescono a stabilire, dove esperti e neofiti, allevatori professionisti e dilettanti, semplici curiosi e negozianti, appassionati di animali e di piante si ritrovano accomunati dalla voglia di scambiarsi le loro esperienze, positive e negative.
Proprio con simili rassegne, nelle quali vanno proposti esemplari non di cattura, si può contribuire a ridurre il commercio illegale e a salvaguardare il depauperamento delle popolazioni selvatiche, obiettivo comune degli appassionati con la "A".
Ben vengano, dunque, ulteriori incontri di questo tipo, magari organizzandoli anche in Italia centro-meridionale e predisponendo un integerrimo servizio d’ordine pronto ad allontanare maltrattatori di animali travestiti da terraristi.

